Asteroidi

2022 EB5 l’asteroide impattatore

In una zona remota, nei dintorni dell’Isola di Jan Mayen, nel mare di Norvegia, a qualche centinaio di chilometri a nord dell’Islanda, alle ore 21:22 UT, improvvisamente nel cielo è comparsa una palla di fuoco luminosa, che dopo pochi secondi si è spenta. Un’esplosione equivalente a 2-3 kT TNT avvenuta in atmosfera, causata dall’impatto di un piccolo asteroide di circa 2-3 metri di diametro.

 

 

Alle 19:24 UT dell’11 Marzo 2022, Krisztian Sarneczky del GINOP-KHK, Piszkesteto (codice MPC K88) in Ungheria, utilizzando il telescopio da 0.60-m scopre un nuovo oggetto al quale è stata data la designazione provvisoria di Sar2593 e che, poco dopo, viene inserito nella pagina NEOCP del Minor Planet Center.

Già dalle prime misure si intuisce che il piccolo asteroide si trova vicino alla Terra e l’astrofilo ungherese continua a seguire l’oggetto nelle ore successive.

Dall’osservatorio di Farra d’Isonzo (codice MPC 595), E. Pettarin conferma l’asteroide inviando altre misure astrometriche e così anche M. Urbanik dal KYSUCE Observatory, Kysucke Nove Mesto (codice MPC G02) in Slovacchia.

Alle 20.46 UT, Bill Gray del Project Pluto invia alla Mailing List del Minor Planet Center un “allert” invitando tutti gli osservatori europei a riprendere l’asteroide poiché dai calcoli effettuati, il corpo celeste appena scoperto, sarebbe entrato in atmosfera alle ore 21:23 UT, a nord dell’Islanda.

Gli astrofili Paolo Bacci e Martina Maestripieri del GAMP – Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese –, presieduto da Luciano Tesi, dopo aver letto l’allert, immediatamente si mettono all’opera per contribuire a determinare l’orbita di Sar2593. Non essendo in osservatorio a causa delle condizioni meteo non particolarmente favorevoli, decidono di aprirlo comunque  a distanza utilizzando il telescopio tramite il sistema di remotizzazione recentemente installato.

Alle 20.50 UT, il telescopio principale dell’Osservatorio Astronomico della Montagna Pistoiese, struttura del Comune di San Marcello Piteglio, viene così aperto e puntato alle coordinate previste.

L’incertezza della posizione sulla volta celeste, ha richiesto una concitata e frenetica ricerca, dal momento che l’impatto era imminente.

Alle ore 21:10:00 nelle immagini catturate dal telescopio da 0.60-m F/4, FOV 35’x35’, risoluzione 2”/pixel, CCD Apogee Alta, compariva improvvisamente la traccia strisciata dell’asteroide che al momento aveva una velocità angolare di ben oltre 4000”/min. 

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Il team del GAMP seguiva per diversi minuti l’asteroide e con stupore e concitazione notava nelle immagini che la traccia si allungava sempre di più, a dimostrazione del fatto che l’oggetto si stava avvicinando progressivamente alla Terra.

L’ultima immagine catturata dall’osservatorio montano è stata ottenuta alle ore 21:17 UT ovvero 5 minuti prima dell’impatto con la nostra atmosfera ad una velocità di 15Km/sec. e con una velocità angolare di oltre 18000”/min. (ben 36mila volte la velocità angolare di un asteroide della fascia principale).

Riuscire a osservare un asteroide che sta per impattare col nostro pianeta è stata una grande emozione che ogni ricercatore di questo settore sogna di fare.

 
 
Nel WEB
 
 

 

 

(495102) 2011 UU106 il 2° NEA Scoperto a San Marcello

2011 UU106 il secondo NEA scoperto a San Marcello

 

 L'osservatorio di San Marcello scopre il 2°asteroide NEA.

Era la sera del 15/10/2006 quando Luciano Tesi e Giancarlo Fagioli, dall'osservatorio della montagna Pistoiese, nel corso di una sessione di ricerca di nuovi asteroidi, nello loro immagini notato un puntino che si muove.

Da un primo controllo l'oggetto sembrava un nuovo pianetino.

Riescono ad ottenere due misure di posizione, che vengono inviate al Minor Planet Center.

L'asteroide al momento delle osservazioni aveva una luminosità al limite strumentale ~20.0 mag. Pertanto non fu possibile seguirlo, come di consuetudine, nelle sere successive.

Dopo 5 anni il 18 ottobre lo stesso oggetto viene ri-scoperto dall'osservatorio 461 University of Szeged, Piszkesteto Stn. (Konkoly), come annunciato da M.P.E.C. 2011-U69 al quale viene assegnata a designazione provvisoria 2011 UU106.

Nello stesso periodo l'asteroide viene nuovamente misurato dai ricercatori del GAMP, quando la sua luminosità era di circa 18.0 mag.

Nel dicembre del 2017 il Minor Planet Center numera definitivamente l'asteroide 2011 UU106, con il numero 495102 (Discovery Circumstances: Numbered Minor Planets (495001)-(500000)).

Ed in funzione delle circolare MPEC 2010-U20 : EDITORIAL NOTICE

la scoperta del NEA (495102)

viene attribuita ai ricercatori di San Marcello.

 

                                                             Orbita dell'Asteroide 495102.

Luciano Tesi e Giancarlo Fagioli, hanno ufficialmente scoperto un asteroide di Tipo NEA ( near-Eart Asteroidi), ovvero un pianetino che passa vicino alla Terra. La sua distanza minima dalla Terra, detta MOID è di 0.0773 UA (11.564.080 km).

Di seguito una tabella dei passaggi ravvicinati alla Terra ( fonte NeoDys)


 L'asteroide ha un diametro di circa 600 metri.
Di seguito si riportano gli elementi orbitali. 

 Sul numero 47-2 del 2017 Brian D. Warner ha pubblicato la curva di luce dell'asteroide indicando un periodo di rotazione di 1.85 h, ma i dati non sono sufficienti precisi.

 

Scoperta 3657 Ermolova è BINARIO

 

 L'asteroide 3657 Ermolova è binario! Lo annuncia la CBAT 4861 del 28/09/2020.

Grazie ad una collaborazione internazionale  guidata dall'astronomo Petr Pravec che conduce la Photometric Survey for Asynchronous Binary Asteroids è stato possibile determinare il periodo di rotazione principale di 2.60655 +/- 0.00006 hr mentre il satellite ruota in 12.540 +/- 0.003 hr.

Gli eventi registrati hanno un profondità di soli 0.02 to 0.03 mag. indicando un rapporto del diametro tra il corpo principale ed il secondario di 0.14 +/- 0.03. 

Il GAMP ha contribuito in modo fondamentale, osservando l'asteroide per quasi 80 ore  in 20 notti per circa due mesi.  In totale sono state 16 le sessioni utili per determinare il piccolissimo calo di luminosità dovuto agli eventi mutui che hanno registrato una profondità di 0.02 mag, su un asteroide che nel periodo osservato è passato dalla 14.5 alle 16.4 mag. 

E' stata davvero una bella avventura e una grande soddisfazione per i soci del GAMP ottenere questo importante risultato, in particolar modo per le difficoltà intrisiche nelle osservazioni.

CBAT della Scoperta

 

Animazione di alcune curve di luce riprese dall'Osservatorio

Curva di Luce dell'asteroide Ermolova

Curva di luce della mini luna di Ermolova

Scoperta: L'asteroide Casulli è Binario

L'osservatorio della Montagna Pistoiese ha partecipato ad un importante scoperta: l'asteroide (7132)Casulli  è risultato essere binario.

Di seguito la comunicazione ufficale delle campagna osservativa della Sezione asteroidi dell'UAI.

Sul numero 47-3 del Minor Planet Bulleting il resconto delle osservazioni

 

L’asteroide (7132) Casulli è un asteroide di fascia principale scoperto da A. Vagnozzi il 17 settembre 1993 presso l’osservatorio di Stroncone (Italia) e prende il nome dal mitico astrofilo Silvano Casulli, il primo ad aver utilizzato una camera CCD per l’astrometria dei corpi minori.

L’asteroide era uno dei target fotometrici della campagna fotometrica UAI di gennaio-marzo e sin da subito le anomale attenuazioni delle curve di luce che man mano si acquisivano hanno fatto pensare si trattasse di eventi di eclisse/occultazione da parte di un ipotetico satellite.

Grazie alla collaborazione di: Lorenzo Franco (A81 – Balzaretto Observatory), Alessandro Marchini, Giacomo Bonnoli (K54 – Osservatorio Astronomico Università di Siena), Riccardo Papini (K49 – WBRO Carpione Observatory), Paolo Bacci, Martina Maestripieri (104 – GAMP), Nello Ruocco (C82 Osservatorio Astronomico Nastro Verde), Nico Montigiani, Massimiliano Mannucci (A57 – Margherita Hack Observatory), Giulio Scarfi (K78 – iota Scorpii Observatory) è stato possibile determinate le caratteristiche di questo sistema binario e pubblicare l’ATel #13590 (http://www.astronomerstelegram.org/?read=13590). Un bellissimo risultato tutto italiano e tutto in seno ad una collaborazione UAI.

Il periodo di rotazione dell’asteroide è di 3.5238 +/- 0.0002 ore, mentre il satellite ruota con un periodo orbitale di 36.54 +/- 0.02 ore. Le due curve di luce mostrano rispettivamente le variazioni di luminosità causate dalla rotazione del primario e quelle causate dagli eventi di eclisse/occultazione del satellite. I due effetti si combinano tra di loro ed occorre depurarli attraverso i metodi della scomposizione in serie di Fourier.



Gault l'asteroide con la coda

L'asteroide (6478) Gault, scoperto il 12 maggio del 1998 dagli Shoemaker (gli scopritori della famosa cometa SL9 che nel 1994 andò ad impattare su Giove) dall'osservatorio astronomico di Monte Palomar, fa parte della fascia principale degli asteroidi che orbitano tra Marte e Giove, con un diametro presunto di circa 3 chilometri.
 
Epoch 2019 Apr. 27.0 TT = JDT 2458600.5 MPC
M 289.34905 (2000.0) P Q
n 0.28161558 Peri. 83.26761 -0.06020046 +0.99789634 T = 2458851.37726 JDT
a 2.3051451 Node 183.55769 -0.99810066 -0.06049354 q = 1.8588989
e 0.1935870 Incl. 22.81135 -0.01307587 +0.02331132 Earth MOID = 0.98986 AU
P 3.50 H 14.4 G 0.15 U 0
 
 
 
 
Dalle osservazioni effettuate dal telescopio ATLAS delle Hawaii l'8 dicembre del 2018, l'asteroide viene osservato mostrando una coda di 30” in P.A. 290°. Si presume, da modelli matematici, che l'emissione delle polveri potrebbe essersi verificata a novembre del 2018.
 
 
Gault è osservabile dall'Italia poco dopo le una di notte, con una luminosità di circa 18.7 V mag. Sarà utile seguire l'evoluzione del fenomeno, per cui si invitano gli astrofili a riprenderlo nelle prossime notti.
Nella fascia principale degli asteroidi sono stati identificati oggetti cometari che prendono il nome di Mail-Belt Comet. Tra questi, si segnalano i seguenti:
 
133P/Elst-Pizarro
176P/LINEAR
238P/P/2005 U1 (Read)
P/2008 R1 (Garradd)
P/2010 A2 (LINEAR)
 
Un caso analogo si è verificato nel 2010, quando l'asteroide (596) Scheila improvvisamente ha mostrato attività cometaria.
Si può presumere che, sia nel caso di Gault che di Scheila, il loro aspetto sia dovuto ad un micro-impatto che ha eiettato del materiale.
Vedi articolo UAINEW
 
 La notte del 12/01/2019 anche dall'osservatorio di San Marcello è stato ripreso l'asteroide GAULT, dalle immagini si evidenzia ancora il perdurare della coda. 
 
 Come si vede la cosa si estende per oltre 5.000 km, ma dalle notre immagini non si  nota come nel caso di Scheila una chiama.
 
Si puo ipotizzare che l'asteroide sia stato colpito da un altro oggetto di dimensioni molto piu piccole. GAULT ha un diametro di circa 4 km, quindi impattando con una roccia di 50 metri ( irrilevabile da Terra a quella distanza) potrebbe aver causato l'uscita di materiale che è andato a formare la coda. 
Un impatto del genere indubbiamente avra cambiato l'orbita di 6478 ma non tanto da poter essere rilevabile con l'astrometria.
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