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All'Osservatorio per ammirare:

* iPianeti, in particolar modo Marte, Giove , Saturno con i suoi anelli
* la Luna con i suoi crateri, i monti, le pianure, i giochi di luce tra i picchi
* le Stelle Doppie, spettacolari coppie di stelle che ruotano una intorno all'altra
* le Nebulose, ammassi di gas che formano figure straordinarie
* gli Ammassi Stellari, formati da migliaia di stelle raccolte in formazioni globulari
* le Galassie, insiemi di miliardi di stelle a forma di spirale o di ellissi
* il Sole, con le macchie che ne maculano la superficie e le protuberanze


DIVULGAZIONE e DIDATTICA
La divulgazione dell'Astronomia costituisce una parte molto importante dell'attivita' che il GAMP svolge all'Osservatorio di Pian dei Termini.
Operatori qualificati guidano i visitatori fornendo le necessarie spiegazioni con l'ausilio di strumenti diversi.
Solitamente, dopo una breve illustrazione teorica fatta all'interno della saletta con audiovisivi, i visitatori sono portati ad osservare il cielo all'aria aperta per mezzo di grossi binocoli e successivamente condotti in cupola per mettere l'occhio al telescopio.
Le costellazioni, la Luna, i pianeti, le stelle, le galassie, gli ammassi stellari, e, di giorno, il Sole costituiscono gli oggetti piu' ammirati.

L'accesso all'osservatorio nelle serate di apertura (Venerdi' e Sabato di ogni settimana) e' possibile su prenotazione presso la Biblioteca Comunale, sia per le singole persone che per i gruppi e le scolaresche. (Tel. 0573-621289).


ULTIME dal COSMO

Il lungo viaggio degli extraterrestri

Il nostro grande fisico Enrico Fermi è famoso anche per un paradosso molto noto: se gli abitatori del'universo sono realmente diffusi in migliaia e migliaia di mondi perchè nessuno è giunto fino a noi?
Ora un gruppo di scienziati danesi potrebbe avere svelato il mistero con una simulazione che si basa su un ragionamento assai semplice: la lunghezza del viaggio.
Se supponiamo che un certo numero di sonde spaziali (diciamo 8) viaggino ad un decimo della velocità della luce (che è una velocità ben al di sopra delle nostre attuali possibilità) nello spazio intergalattico e che ognuna di esse sia capace di lanciare altri otto veicoli spaziali: quanto tempo impiegherebbero le 64 sonde per esplorare 10.000 regioni di una galassia (simile alla nostra Via Lattea) contenente ognuna 40.000 stelle? La risposta è: oltre 100.000 anni.
Se poi si pensa che tale galassia è composta complessivamente da 260.000 regioni simili a quella ipotizzata, ne risulta che per esplorare l'intera galassia occorrerebbero oltre dieci miliardi di anni.
Troppi perchè un viaggio di questo genere abbia qualche possibilità di essere realizzato. Forse questa è la vera ragione per cui nessun alieno è ancora giunto fino a noi.

Ma quanto e' grande la nostra Galassia ?

A questa domanda ha cercato di dare una risposta un gruppo di ricercatori italiani (Osservatorio Astronomico di Padova e di Trieste) e britannici con una ricerca sulla distribuzione delle stelle nella Via Lattea. Da quanto emerso si può asserire che essa è formata da un numero di stelle superiore a quanto ritenuto fino ad ora: 150 miliardi, e che le dimensioni del disco galattico raggiunge 150mila anni luce, valore anch'esso più grande di quanto si ipotizzava. Pare inoltre da escludere la presenza di una galassia nana vicina che si pensava potesse trovarsi nella costellazione del Cane Maggiore.

Nuove evidenze di acqua su Marte

Fino ad oggi si riteneva che l'acqua su Marte ci fosse stata in abbondanza nelle epoche passate, ma che ora rimanesse solo allo stato di ghiaccio e di vapore.
Ora la sonda della NASA Mars Global Surveyor ha evidenziato con le sue immagini ad alta risoluzione che zampilli d'acqua scaturiscono anche oggi da fenditure della superficie, perchè certi depositi di materiali, presenti nelle immagini di oggi, ma non in quelle del 1999, non possono essersi formati che per trasporto dovuto ad acqua che scorre.
Oltre a questi depositi sono stati scoperti anche 20 nuovi crateri da impatto che si sono formati in questi ultimi tempi, con un diametro variante tra 2 e 48 metri

3200 Phaethon ( 1983 TB ), un NEO un po’ ibrido: pianetino o cometa?

Si rimane confusi all’impatto con le particolari caratteristiche di questo NEO un po’ anomalo della cui natura si discute.
La questione è: Cometa o asteroide?
Si riportano le più autorevoli voci in proposito:
1) Ecco uno stralcio sul tema di Gabriele Vanin: Le geminidi sono uno dei pochi sciami collegati ad un asteroide 3200 Phateon ( 1983 TB ), un NEO. Nuovo Orione Dic 06 - nr 175, pag 19 - articolo di Gabriele Vanin.
2) 3200 Phaethon ( 1983 TB ) è insieme a 2101 Adonis e 2201 Oljato un asteroide considerato come residuo di comete estinte.
Vedasi per i dettagli il seguente link:
http://www.pibburns.com/catastro/meteoric.htm
da cui riportiamo un brano tradotto :
" La maggior parte delle piogge di meteore è prodotta dalle piccole particelle di residui (meteoriti) che occupano l'orbita di una cometa. Tuttavia, nel caso della pioggia di Geminidi, il corpo d’origine, conosciuto come 3200 Phaethon, è classificato come asteroide, non come una cometa."
3) Un altro contributo alla questione viene da Kurt Anderson, professore di astronomia alla Università del New Mexico, di cui si riporta stralcio, tratto sempre dal medesimo sito in merito all’assunto sopra citato: "Questa indicazione è in qualche modo discutibile ed alcuni astronomi ritengono che il 3200 Phaethon sia realmente il nucleo dei residui di vecchia cometa."
"Comunque", scrive Austin Craig Dec. 1, 2006 (http://www.nmsu.edu/~ucomm/Releases/2006/december/geminid_meteor_shower.htm) "una volta ogni anno circa a metà-dicembre, la terra si trova nella traccia dei residui di 3200 Phaethon e la pioggia di meteore delle Geminidi ne è il risultato. Le strisce di luce denominate meteore sono il risultato dell’impatto di alcuni di questi meteoriti con l'atmosfera della terra a velocità molto alte e sono riscaldati dall'attrito con l'atmosfera superiore."

Infine si riassumono alcune fondamentali differenze tra comete e asteroidi nell’ambito dei corpi minori Comete:Sia la chioma che la coda sono illuminate dal Sole e sono spesso visibili dalla Terra. Rispetto alle minuscole (in termini astronomici) dimensioni del nucleo, che spesso non supera i 10 o 20 chilometri, le code sono veramente enormi, e possono superare i cento milioni di chilometri in lunghezza.Si pensa che le comete siano dei residui rimasti dalla condensazione della nebulosa da cui si formò il Sistema Solare: le zone periferiche di tale nebulosa sarebbero state abbastanza fredde da permettere all'acqua di trovarsi in forma solida (invece che come gas).È sbagliato descrivere le comete come asteroidi circondati da ghiaccio: i bordi esterni del disco di accrescimento della nebulosa erano così freddi che i corpi in via di formazione non subirono la differenziazione sperimentata da corpi in orbite più vicine al Sole. Da wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Cometa
A suggello di tale comparazione, i dati di interesse relativi al NEO 3200 Phaethon (1983 TB ) riguardo alla sua dimensione: diametro 5,1 Km. Per i rimanenti dati cliccare su: http://earn.dlr.de/nea/003200.htm

Un pianeta intorno a Polluce.

I pianeti extrasolari scoperti fino ad oggi sono circa 200, ma in genere si tratta di corpi di grandi dimensioni che orbitano intorno a stelle poco conosciute. In questo caso si tratta invece di un pianeta ruotante intorno a Polluce, la seconda stella (la Beta) per splendore della costellazione dei Gemelli.
Il pianeta, scoperto da ricercatori tedeschi sfruttando l'effetto Doppler, è molto grande, quasi 3 volte la massa di Giove e compie una rivoluzione in 590 giorni.

Conferme cosmologiche dal satellite WMAP

Dal satellite della NASA Wilkinson Microware Anisotropy Probe (WMAP) sono arrivate conferme di alcuni importanti parametri cosmologici. Tra i risultati più straordinari si citano le seguenti:
- l'universo ha 13.7 miliardi di anni;
- la densita' materia-energia dell'universo e' rappresentata per il 74% dall'energia oscura, per il 22% dalla materia oscura, per i 4% dalla materia come noi la conosciamo;
-l' "equazione di stato" dell'energia (w) e' uguale a -1, cio' sembra indicare che non accadra' mai che l'universo vada incontro a una "super-espansione" o a un collasso.


 

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